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Lezione 4: Nella testa dell’improvvisatore.
Per chi improvvisa da anni, ormai il problema non è più molto sentito, ma per chi inizia ad improvvisare credo che uno dei problemi maggiori sia quello di operare delle scelte.
Mi spiego meglio: Abbiamo a disposizione una gran quantità di materiale per improvvisare (scale, arpeggi, licks, accordi, effetti, cromatismi etc…) e la difficoltà a volte è: “quale ci metto?”
Ricordo che i miei grandi maestri questa domanda l’hanno sentita spesso. E un’altra ancora: “cosa hai pensato mentre suonavi questo passaggio?”
Di solito l’aiuto che possono dare gli insegnanti si fonda in sostanza sull’insegnare ad INTERPRETARE i soli altrui. Si prende un assolo o anche un semplice passaggio che ci piace e si guarda COSA sta facendo. Il problema è che non sempre si tratta di una risposta univoca.
Per esempio quello che io posso interpretare come un arpeggio nella testa del musicista poteva essere una serie di salti di terza, uno schema insomma!
Alt! Lo so che hai pensato che è la stessa cosa, ma non è vero! È la stessa cosa ai fini del RISULTATO ma non del PROCESSO mentale! Spiegare COSA succede insomma non vuol dire spiegare anche il PERCHÉ.
Se devo quindi insegnare a qualcuno a suonare quello che suonano gli altri va bene, se invece devo insegnare agli altri a pensare non va bene!
Siccome quindi, l’unica mente in cui riesco ad entrare è la mia (e neanche tanto bene, per giunta), ho pensato di proporre alcuni passaggi tratti dai miei pezzi. Non prendetemi per un megalomane, ci sono senz’altro musicisti che meriterebbero di essere analizzati con maggiore attenzione di me ma, ripeto: nella loro testa non posso entrare!
Partiamo quindi con l’analisi di un pezzo del solo di “All of me” dell’album Jazz Prologo e analizziamo la questione da 3 possibili angolazioni: (1) scala (2) arpeggio (3) il mio reale ragionamento.
Sotto la partitura trovate quindi questi 3 livelli: 1) Nella prima riga viene indicata come scala di riferimento il G maggiore che alla battuta 3 diventa E maggiore. 2) La seconda riga vi dice che l’arpeggio è quello della partitura (G6 poi B7) 3) La terza riga contiene il tentativo di spiegare quello che mi è passato per la testa.
I numeri sotto la tablatura indicano i gradi delle note riferiti ovviamente alla scala o all’arpeggio corrispondente.
Potete scaricare il file audio di questa parte del solo qui: All of me (solo) Alle Montecchi
Come potete notare da queste prime quattro battute, al di la di scale e arpeggi il mio ragionamento è stato molto semplificato dalla decisione di seguire (ottavata) la linea melodica della voce. Ho aggiunto degli ABBELLIMENTI come il cambio ritmico della prima battuta (nella melodia avrei dovuto suonare il G 3 volte) o l’appoggiatura in sweep picking della battuta 3 dove, ‘strisciando’ sull’accordo dell’armonia, mi sono diretto all’obiettivo: la nota della melodia. Anche il cromatismo che inizia alla fine della battuta 4 è un abbellimento dato che è destinato a concludersi su una nota della melodia. Nelle successive 4 battute troviamo gli stessi concetti delle prime, lavoriamo sulla melodia con qualche abbellimento. Per spiegare cosa accade invece sull’ultima parte dell’ottava battuta osservate attentamente cosa succede dopo:
Il lick che ho iniziato nella battuta 8 continua quasi fino alla fine della battuta nove ed è basato sull’accordo di B7 al 7° tasto della tastiera. In realtà per me i lick non sono frammenti da eseguire pedissequamente nello stesso modo ma ‘idee’ da modificare in opera. Per capire dove nasce questo passaggio potete ascoltare il riff iniziale di George Benson in California PM (ovviamente in un’altra tonalità, nel brano di Benson è un E7).
Dopo avere concluso il passaggio giocando sulle note dell’accordo (1°, 5 e 7° grado) mi sono proiettato all’accordo successivo facendo un misto tra un arpeggio e una scala. Dico un misto perché anche se si tratta sostanzialmente di una pentatonica di G, in realtà io nella mia testa penso alla posizione dell’accordo di Em7 al 7° tasto e infatti vedete che il passaggio si chiude su un F# che è il 2° grado di Em7 e non c’è nella scala di G pentatonica.
Questa dodicesima battuta continua un passaggio iniziato alla fine dell’undicesima battuta. In questo caso ho operato una sostituzione e ho suonato l’accordo di Cmaj7 al posto del Em7, che come sapete possono essere sostituiti. Ho usato l’arpeggio del Cmaj7 e ho concluso sul 3° grado che corrisponde al 1° grado dell’ Em7.
Come potete quindi vedere c’ è una bella differenza tra il pensare alle scale e agli arpeggi ‘NOTA per NOTA’ e l'appoggiarsi a strutture che RAGGRUPPANO questi concetti permettendoti di usarli e di SCARICARE il cervello in modo da poter curare espressività e colore.
Naturalmente non sto dicendo che in queste circostanze dovete ragionare come ho fatto io. Sono sicuro che se suonassi 100 volte lo stesso passaggio non rifarei 2 volte le stesse scelte. Quindi quello che vorrei trasmettere è COME combinare le molte POSSIBILITA’ che abbiamo.
Se pensate che sia interessante fatemelo sapere e vedremo di continuare con altri esempi!
BUON LAVORO! Se desiderate contattare Alle Montecchi per lezioni private on line,
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