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Lezione 3: Pensare velocemente le scale. Accordo minore, semidiminuito e diminuito
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Lezione 3: Pensare velocemente le scale: accordo minore, semidiminuito e diminuito.

Credo che dopo le prime due lezioni non ci sia più bisogno di ribadire i concetti che ci guidano in questa scelta delle scale.

 

Per continuare il nostro ragionamento quindi credo sia meglio riassumere quali sono le note da “evitare” per ogni tipo di accordo, in questo modo saremo in grado di concludere con gli ultimi ragguagli sui principali tipi di accordo che ancora mancano all’appello: minore, semidiminuito e diminuito.

 

Quello che vi indico sotto è un concetto importante, da memorizzare, fatevi un bigliettino, mettetelo nel portafoglio e ogni tanto rileggetelo, chiedete alla nonna di interrogarvi, cantatevelo sotto la doccia… insomma, imparatevelo!

Suoni neutralizzabili nel sistema tonale

Come abbiamo visto nelle lezioni precedente è possibile usare scale che appartengono ad altre tonalità per improvvisare su tipologie di accordo inserendo le giuste note di passaggio. Per chi non avesse le idee chiare al riguardo perciò riassumiamo quali sono le note che è meglio neutralizzare nel sistema TONALE divise per grado dell'accordo:

 

MODO            Nota da evitare        Grado della scala   Tipo di accordo

IONICO             4°                                1° grado                      Maj7

 DORICO            6°                                2° grado                      min7

FRIGIO             2°b                              3° grado                      min7

LIDIO               x                                  4° grado                      Maj7

MISOLIDIO        4°                                5° grado                      7

EOLIO              6°                                6° grado                      min7

LOCRIO            2°b                              7° grado                      min7b5 o ø

 

Ripeto prima di tutto che non sono note sbagliate ma che semplicemente snaturano l'accordo e perciò è meglio non enfatizzarle.

Per snaturare l'accordo intendo dire che tendono a non rendere pienamente l'idea di quale grado della scala stiamo occupando, alterando l'effetto del movimento dell'armonia. Se ci troviamo invece a suonare in modo MODALE, queste diventano proprio le note da enfatizzare!

 

Forse qualcuno di voi leggendo l’elenco sopra si è un po’ perso. Possibile per esempio che nel e nel grado io abbia sempre un accordo min7 e che debba evitare una volta il grado e una volta il 2°b? In realtà questo concetto dipende dall’analisi armonica del brano che non ho intenzione di trattare in questa sede, anche perché, proprio su Jazzitalia c’è un’intera sezione dedicata all’argomento 

Lo stesso dicasi della differenza tra sistema TONALE e MODALE.

 

Di conseguenza fate finta che il problema non esista e ragionate come segue:

 

Accordo:                  Nota da evitare        Esempio

Maj7                           4°                               CMaj à F       

 min7                          6°                                Dmin7 àB                                

7                               7°                                G7 à F#                         

 min7 o ø                    2°b                               Bmin7b5 à C

dim o O                     poi vediamo

 

Con questi presupposti quindi potete riassumere la scelta delle scale per i quattro tipi di accordi conosciuti come segue:

 

          Accordo:                  Scala                                                       Esempio

    Maj7                           Maggiore (ionica) una 5° sopra                      CMaj à G Ionico

    min7:                          Maggiore un tono sotto                               Dmin7 à C Ionico

    7 (light)                      Bachiana o Minore melodica una 5° sopra        G7 à Bachiana di D

    7 (dark)                      Bachiana  un semitono sopra                         G7alt à Bachiana di Ab

    min7b5 o ø                Bachiana una terza minore sopra                     Bmin7b5 à Bachiana di D

    dim o O                       Bachiana o diminuita                                    AbO à Diminuita di Ab o Bachiana di Ab

 

Gli accordi Maj e 7° li avevamo già visti.

 

Come siamo giunti agli altri?

 

Accordo Minore 

Qui troviamo una contraddizione rispetto a quello che ci diciamo di solito. La scala Ionica un tono sotto (Es: Dmin7 à C ionico) ha la , che è una nota evitare!

Bravi, giusto mi avete beccato! Fate però un controllino su quello che suonano i jazzisti da 60 anni a questa parte e vi accorgerete che 9 volte su 10 usano questo concetto nella scelta della scala. Normalmente non si appoggiano alla sesta, ma la scala più usata è questa. Quindi per coscienza, visto che stiamo parlando di improvvisazione Jazz, vi suggerisco di memorizzare e usare questa. Nel tempo chiaramente userete delle eccezioni e troverete alternative, ma quella che vi consiglio io, sempre per raggiungere l’obiettivo di pensare velocemente le scale è questa.

 

Accordo Semidiminuito

 

Forse molti obietteranno che su un accordo di Bmin7b5 potevamo usare una scala Ionica di C di cui appunto è il grado armonizzato. In realtà è vero, ma come abbiamo detto prima il 2°b dell’accordo accordo min7b5 suona “male”. Provate a far suonare una base con un accordo di Bmin7b5 e provate ad improvvisarci con la classica scala si C e poi con la Bachiana di D.

No! Provate veramente, non fate finta di avere capito! J Se non vi entrano nelle orecchie certi concetti, non vi entrano ne nella testa e meno che mai nelle dita! Quando poi si suona non si può mica copiare come a scuola!J

 

Accordo Diminuito

 

L’accordo diminuito, nell’armonizzazione della scala maggiore, non esiste. Non vi faccio la storia della sua comparsa perché, anche in questo caso abbiamo una sezione apposita di armonia. Facciamo finta che abbia il diritto di esistere! J

Tanto a noi serve sapere come suonarlo e non come è nato.

 

Analizziamo le sue note:

Abdim = Ab, B(Cb), D(Ebb), F(Gbb) ovvero Tonica, 3°b, 5°b, 7°bb (che poi è la sesta)

 

Forse qualcuno di voi molto attento si è accordo, magari qualche pianista che ci legge per curiosità, che questo è un accordo di G7b9 senza la tonica. A volte questo concetto permette di utilizzare la scala corrispondente che avremmo utilizzato se l’accordo fosse G7b9 anziché AbO ovvero la bachiana di Ab.

 

Se osserviamo infatti le due scale si assomigliano (nota la scala diminuita è ottofonica, ha otto note anziché sette):

 

Diminuita di Ab:          Ab        Bb        Cb(B)   Db        Ebb(D) Fb(E)   Gbb(F) Abb(G)

Bachiana di Ab:          Ab        Bb        Cb(B)   Db        Eb                  F         G

 

Come potete osservare quindi c’è solo una nota a distinguerle: il 5° grado e manca il E naturale

 

Bisogna riconoscere che sull’accordo diminuito la maggioranza dei jazzisti usa sulla scala diminuita, ma è una scala in più, e nel nostro programma di semplificazione, potete usare anche una scala che conoscete già, la bachiana, che avreste usato per un accordo di 7b9, ovviamente un semitono sotto alla tonica dell’accordo diminuito.

Tenete presente che in questo caso non otterrete il suono tipico della scala diminuta, ma vedrete che suonerà bene lo stesso, anche se creerà un suono molto più morbido.

Non è comunque la prima scelta a mio modesto parere.

 

Se volete mantenere la forte tensione che l’accordo diminuto crea nell’armonia, non c’è alternativa, dovrete usare la scala diminuita e quindi impararne un’altra.

 

Ma tanto, detto tra noi, la scala diminuita si deve imparare! Mai sentito un jazzista che non la conosca! J Quindi potremmo dire così:

 

Accordo diminuito effetto “light”     Bachiana          Es: AbO à Bachiana di Ab      (poco usato)

Accordo diminuito effetto “dark”     Diminuita         Es: AbO à Diminuita di Ab    (molto usato)

 

Tra l’altro, se uno fosse già introdotto nel “mondo del diminuito”, saprebbe che la scala diminuita è simmetrica, ovvero si ripete ogni 3 semitoni, questo significa che la scala diminuita di B è uguale a quella di D, di F, e di Ab. Il che significa che, a seconda di come ci torna comodo, possiamo pensare ad un accordo di G7b9, Bb7b9, C#7b9, E7b9 e a tutti i nomi corrispondenti enarmonicamente.

 

Più che altro quindi vi consiglio di usare la scala diminuita su un accordo diminuito.

 

Qualcuno si starà forse chiedendo:

“Ma se la bachiana sul diminuito è poco usata, perché ci fai perdere tempo a ragionarci? Tanto non si usa!”

 

L’obiezione è più che logica ma c’è un motivo per cui vi ho chiesto di “inerpicarvi su questo impervio sentiero intellettuale”! J Ci serve il suo ragionamento contrario!

Se ci pensate abbiamo capito che un accordo di 7b9 ha le stesse note di un accordo diminuito un semitono sopra escludendo la tonica del primo accordo: per esempio G7b9 e AbO

 

Cosa accadrebbe se invece che usare questo ragionamento partendo dall’accordo di dominante verso l’accordo diminuito lo usassimo al contrario? Cioè dall’accordo diminuito a quello di dominante?

 

Succederebbe che potrei usare la scala diminuita (che tanto ho dovuto imparare perché tutti i jazzisti, anche i più ciucci, conoscono) sull’accordo di dominante! 

 

Posso quindi usare quindi una scala diminuita un semitono sopra (es: G7b9 à scala diminuita di AbO) o che, vista la simmetria della scala diminuta,  parte da qualsiasi nota dell’accordo (tonica a parte): es G7b9 à scala diminuita di Ab,B,D,F. Che, come abbiamo, detto è sempre la stessa scala!

 

Arrivati al termine di questa cavalcata sulle scale (spero non le abbiate vissute come montagne russe) facciamo un mega riassunto, con qualche alternativa.

 

Accordo:                   Scala                                                          Esempio

Maj7                            Maggiore (ionica) una 5° sopra                      CMaj à G Ionico

Maj7                            Pentatonica minore un tono sopra                 CMaj à Pentatonica min. di D

Maj7                            Pentatonica min. un semitono sotto              Cmaj à Pentatonica min. di B

 

min7                            Maggiore un tono sotto                                Dmin7 à C Ionico

min7                            Maggiore una terza minore sopra                   Dmin à F Ionico

min7                            Pentatonica minore                                         Dmin à Pentatonica min. di D

 

7 (light)                       Bachiana o Minore melodica una 5° sopra         G7 à Bachiana di D

7 (light)                       Bachiana o Minore melodica una 5° sopra         G7 à F Ionico

7 (dark)                       Bachiana  un semitono sopra                         G7alt à Bachiana di Ab

7b9 (dark)                   Diminuita un semitono sopra                          G7b9 à Diminuita di Ab (o di B,D,F)

7 (blues)                      Pentatonica minore                                         G7 à Pentatonica min. di G

 

min7b5 o ø                  Bachiana una terza minore sopra                   Bmin7b5 à Bachiana di D

 

dim o O (light)             Bachiana                                                        AbO à Bachiana di Ab (sconsigliato)

dim o O (dark)             Diminuita                                                        AbO à Diminuita di Ab

 

 

Questa quindi è la parte da memorizzare e imparare!

Questo lavoro riassuntivo non vi impedirà di sperimentare delle alternative, una volta memorizzato il concetto principale.

Naturalmente ce ne sono molte altre. Solo sulle scale che ho avuto modo di studiare, per esempio su un accordo di dominante, si possono applicare più di una trentina di scale diverse.

 

La buona notizia è che comprendere e applicare questi concetti non richiede un genio naturale o una predisposizione genetica, chiunque può riuscirci.

 

La cattiva notizia è che ci vuole molto esercizio, senza il quale nemmeno questi concetti semplificati potranno essere utili!

 

Al lavoro dunque, come diceva il maestro Giuseppe La Monica: “per imparare questa cosa, mi sono consumato le dita!”

 

Nelle prossime lezioni proveremo ad applicare questi concetti ad assoli reali, per comprendere meglio come possiamo utilizzarle in pratica.

Per il momento quindi fate del vostro meglio per memorizzare queste possibilità, in modo tale da poterle richiamare alla mente (e sulle dita) in una frazione di secondo, che è il tempo massimo che avete a disposizione quando improvvisate.

 

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